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VERTIGINI Antonio Maccioni romanzo Specifiche tecniche: |
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"Era autunno e faceva vento. E quella fu l'ultima ora d'aria di Teresa. Una malattia silenziosa e bastarda le avrebbe chiuso la vita dentro una stanza, l'avrebbe costretta a un letto d'ospedale, poi a un divano di città, poi alla solitudine che solo poche malattie sanno darti - perché non puoi condividerle con nessuno, infondo - poi al silenzio dentro la casa, silenzio su un letto sfatto. Anche lì baci sulla fronte, ma diversi, Non è più come prima, pensava Makàr, e lo pensava mesi dopo, molti mesi dopo, mentre una pioggia fitta fitta bagnava la città e lui era solo, era solo e impotente." Ad Aliacmone c'è Teresa, che respira e che soffre, che succhia una pastiglia di menta, costretta a morire di una malattia nuda e inarrestabile; c'è Francesco, che ascolta quel violino, che qualche sera pure scrive, che è nato muto condannato a restarlo per sempre; c'è Makàr, che scivola nella città come una parola caduta a sfogo, che ama Teresa, e Teresa ama lui, ma la storia non lo sa. Antonio Maccioni, classe 1981, vive fra Scano Montiferro, città natale ai limiti dell'Oristanese, e Cagliari, dove studia Filosofia. Anche lui, come tanti, si è stabilito ad Aliacmone. "Vertigini" è il suo romanzo d'esordio. |
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